-------------La Scuola Cattolica -------------RIVISTA TEOLOGICA
DEL SEMINARIO
ARCIVESCOVILE DI MILANO --------------------- Anno
137 - n°3- luglio/settembre
2009 ----------------------------------------------TORNA ALL'INDICE -----------------------------------
ARISTIDE FUMAGALLI L’attuale disciplina della Chiesa cattolica circa i fedeli divorziati risposati
Sommario: Nell'intento di considerare la disciplina cattolica relativa ai fedeli divorziati risposati, l'articolo prende spunto dal diffuso sospetto che essa non corrisponda alla misericordia evangelica. Nella prima parte, illustrando i riferimenti dottrinali e i criteri pastorali, si mostra come l'attuale disciplina non sia priva di misericordia. Nella seconda parte, riflettendo sull'indissolubilità del matrimonio cristiano e le sofferte vicende personali di coloro che lo vivono, ci si interroga se la misericordia dell'attuale disciplina sia sufficientemente misericordiosa. L'attenzione verte, in particolare, sull'eventualità che la convivenza coniugale, pur sancita da un matrimonio canonicamente valido, sia irrimediabilmente fallita. La nuova unione che a questo punto sorgesse, e fosse vissuta nella seria ricerca di vivere l'amore di Cristo, è assolutamente incompatibile con la dottrina dell'indissolubilità matrimoniale? La collocazione del matrimonio cristiano nel dramma della storia della salvezza, già redenta ma ancora ferita dal peccato, non suggerisce qualche variazione nell'equilibrio disciplinare tra verità dell'amore di Cristo e misericordia per la fallibilità dei cristiani? Nella sofferta e delicata riflessione sulla condizione sempre più diffusa di coloro che dal punto di vista canonico vivono in situazione matrimoniale irregolare, di notevole rilievo e auspicio sono le nuove unioni di non pochi fedeli divorziati risposati sinceramente e seriamente impegnati nel cammino di vita cristiana.
Summary:
Trying to take into consideration the catholic discipline about the divorced
and married again believer, the paper starts from the common suspect that this
is something which does not correspond to evangelic pity. In the first part,
examining doctrinal references and pastoral criteria, the Author shows how
actual discipline is not without pity. In the second part, reflecting about the
indissolubility of christian marriage and personal and grieving facts of life of
those who live such an experience, let us ask ourselves if the actual discipline has
enough pity in itself. The attention is drawn about the fact that may happen
that marriage, even if canonically valid, irremediably fails. A new union, at this
point, if it would be lived in serious research of living according to the love of
Christ, is totally incompatible with the doctrine of the indissolubility of
marriage? Setting christian marriage in the context of the drama of the history
of salvation, already redeemed but still wounded by sin may suggest any variation
in the disciplinar balance between the truth of the love of Christ and mercy for
the christians’ fails. In this suffered and delicate reflection about the more and
more spread condition of those who live an irregular marriage, the new unions
of not little faithful divorced and sincerely married again and seriously engaged
in a christian life are relevant and of auspice.