-------------La Scuola Cattolica -------------RIVISTA TEOLOGICA
DEL SEMINARIO
ARCIVESCOVILE DI MILANO --------------------- Anno
137 - n°3- luglio/settembre
2009 ----------------------------------------------TORNA ALL'INDICE -----------------------------------
PIETRO LORENZO MAGGIONI Il “Regno dei cieli”. Metafora promettente per l’annuncio in Cina
Sommario: Il boom economico in Cina si accompagna a cambiamenti sociali prima impensabili: la riscoperta dell’immaginario religioso tradizionale può essere un’opportunità anche per la Chiesa, in vista di un nuovo annuncio. In particolare la categoria di «Regno dei cieli» si mostra particolarmente promettente per il contesto cinese perché capace di richiamare insegnamenti religiosi tradizionali e allo stesso tempo di spalancare orizzonti di Grazia inattesi. Se nella nostra tradizione siamo stati portati ad evidenziare maggiormente la metafora regale, il contesto cinese, invece, svela l’importanza dell’immagine celeste. L’incontro tra fede cristiana e sapienza cinese può dunque essere propizio per entrambe le parti: la Cina può riscoprire nel cielo lo spazio della Trascendenza contro le ristrettezze tanto della visione materialista quanto di quella consumista; la Chiesa, invece, si può riappropriare in tutta profondità ed ampiezza del suo messaggio originario. La sorte dei cristiani in Cina, infine, deve interessare la Teologia perché nel contesto di persecuzione e di divisione interna alla comunità che si è generato, essi sono, su suggerimento di Papa Benedetto XVI, «ripresentazione» della Chiesa primitiva.
Summary:
Economic growth in China has unforeseen consequences in social life: the
present rediscovery of traditional religions could be a great opportunity for the
Church in view of a new announcement of the Gospel. In particular, the concept
of «Kingdom of heaven» is proper to Chinese context: it is complementary
to traditional wisdom and, at the same time, is able to offer unexpected
horizons of Grace. Were our tradition basically highlights the kingly metaphor,
Chinese sensibility emphasizes the heavenly image.
The encounter between the Christian faith and Chinese thought could be
favourable for both parts: China can rediscover the transcendent dimension in
the sky, against the materialistic and consumerist view; the Church, instead, can
more deeply and widely comprehend its own message.
Theology must be involved in the fortune of Chinese Christians because in
their oppression and persecution they are the «representation» of the primitive
Church such we can infer from the words of Pope Benedict XVI..