Anche la storia del seminario di Seveso è davvero antica e singolare.
Il Seminario sorge infatti sul luogo del martirio di Pietro da Verona, frate domenicano e grande testimone di fede, ucciso nel 1252 durante il periodo di forti contrasti tra la Chiesa e il movimento eretico dei catari, conosciuti nelle nostre zone con il nome di patarini.
Gli tesero un agguato, lo aggredirono colpendolo alla testa e pugnalandolo al cuore mentre andava da Como a Milano; proprio nel punto in cui Pietro da Verona fu ucciso venne costruito un piccolo ostello per i pellegrini e poi una chiesa per ricordare il luogo del martirio.
Nel 1685, insieme al convento dei frati domenicani, sorse il Santuario che ancora oggi conserva il coltello del martirio, l’arma utilizzata dall’aggressore per colpire Pietro e le reliquie (piccole parti di ossa) dell’assassino, Pietro da Balsamo detto “Carino” che, pensate un po’, si convertì, diventò frate domenicano e addirittura fu proclamato beato!
Nel 1818 il convento divenne Seminario della Diocesi. Fino agli anni Venti del secolo scorso rimase proprietà dell’Opera Pia Arese, ente creato dall’omonima nobile famiglia milanese che finanziò la costruzione del complesso.
Oltre al Santuario, l’edificio, che si sviluppa attorno ad un cortile con un arioso quadriportico, comprende anche una cappella che conserva un’opera di pregio: la Crocefissione di Giovanni Battista Crespi, detto il Cerano, dipinta attorno al 1625.
Dopo una radicale opera di ristrutturazione, l’edificio, che fino al 1985 ha ospitato il Seminario Minore, nel 1998 ha cambiato destinazione, accogliendo il biennio teologico, che prima di allora si trovava a Saronno.