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L'Atrio d'ingresso

Si accede al Seminario attraverso la portineria, dove è possibile contattare l'incaricato di guidare la visita, se precedentemente concordata, e chiedere le informazioni desiderate. Dalla portineria si accede all'atrio ampio e solenne.

Esso è dominato dalla grande statua di Pio XI, il Papa a cui è dedicato il Seminario. Opera dello scultore Giannino Castiglioni e dono dei conti Cambiaghi di Monza, la statua venne collocata nell'atrio il 12 maggio 1935, in occasione dell'inaugurazione solenne del Seminario. Pio XI con una mano benedice, e con l'altra stringe la pianta del seminario, a ricordare la volontà di questo Papa per la fondazione del Seminario e la costante cura con cui ne seguì i primi passi.

A partire dalla grande statua, lo sguardo spazia sulla struttura assai lineare dell'atrio quadrangolare. Due rampe di scale congiungono il piano terreno con il primo piano, conducendo, a destra, al settore occupato dal Quadriennio Teologico e, a sinistra, verso il settore del Seminario Minore. Il primo piano è ritmato da 26 colonne di un materiale calcareo detto botticino. In tal modo, lo spazio dell'atrio viene suddiviso in tre piani, che risultano ben chiaramente distinti e tra loro raccordati. Insieme alla statua di Pio XI una serie di effigi ed iscrizioni ricordano avvenimenti e persone particolarmente significative per la storia del Seminario.

Al piano terreno sono stati posti, nel novembre 1959, rispettivamente a sinistra e a destra, i busti in bronzo del beato card. Schuster e di mons. Francesco Petazzi, rettore maggiore e primo rettore di Teologia a Venegono. Ai piedi della statua di Pio XI, sul pavimento, è raffigurato il suo stemma. Poco al di sopra di questo stemma, vi è quello della città di Milano che, all'epoca della costruzione del Seminario, contribuì con l'offerta per allora assai cospicua di 5 milioni di lire.

Salendo le scale di destra, sul pianerottolo tra la prima e la seconda serie di gradini una lunga iscrizione a caratteri d'oro ricorda la visita compiuta da Giovanni Paolo II il 21 maggio 1983, in occasione del Congresso eucaristico nazionale.

Sugli scudi marmorei delle balconate al primo piano compaiono gli stemmi di città, privati e istituzioni che si distinsero per la generosità verso il Seminario. Una piccola scultura di donna, emblema della Cassa di Risparmio delle Pronvicie Lombarde, apre, sulla balconata di destra, la serie di questi scudi dove, tra gli altri, si notano gli stemmi di Lecco, Gallarate (i galli), Busto Arsizio (la doppia "b"); e sulla balconata di sinistra, ci sono gli stemmi di Legnano, Varese e Monza, quelli delle famiglie Cambiaghi, Molina e Sacchi e di altre famiglie.

Nella parte superiore degli stemmi delle città si trova un fascio circondato da una corona di alloro, ricordo dell'epoca fascista, durante la quale il Seminario fu costruito. Sempre al primo piano, a ridosso delle pareti di destra e sinistra sono incisi su grandi tavole e scudi di marmo i nominativi dei benefattori del Seminario. Al vertice delle due grandi tavole, e presente un po' dappertutto (sul portale in bronzo, nel giardino antistante la basilica...), è posta la scritta Humilitas, che originariamente era inserita nello stemma di S. Carlo Borromeo, fondatore dei Seminari milanesi, e che è rimasta da allora simbolo distintivo dei Seminari della diocesi di Milano.

Alzando lo sguardo verso la balconata del ballatoio, si possono vedere altri due stemmi, riportati al di sopra della statua di Pio XI. Al centro del soffitto dell'atrio è raffigurato S. Giovanni Battista, patrono del Seminario di Porta Orientale, a Milano, dal momento che quest'ultimo era stato edificato sulla preesistente propositura di S. Giovanni Battista.