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La Basilica "Gesù, Sapienza del Padre"

La basilica (= dimora regia) è situata nel cuore del Seminario: la affiancano i portici delle due comunità che in alcune solenni occasioni vi confluiscono dalle porte laterali in assemblea.

Due lapidi collocate nel pavimento antistante alle porte posteriori invitano i fedeli che entrano in chiesa a ricordare l'una i benefattori, l'altra i preti oblati, tra i quali furono scelti per molti anni gli educatori e i responsabili del Seminario.

La basilica, consacrata il 12 maggio 1935, imita l'architettura delle antiche chiese cristiane che a loro volta si sono ispirate a modelli di architettura civile pagane.

Essa è dedicata al Signore Gesù, Sapienza del Padre. Infatti nella fascia sottostante al catino absidale sta scritto in latino: "La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne" (Pr 9,1). Tra due angeli il Cristo Pantocratore benedicente al centro troneggia con il libro aperto della vita, ove è scritto in latino ed in greco: "Io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre." (Gv 8,12).

A destra di chi guarda stanno, entro il catino dell'abside, i Patroni della diocesi, i SS. Ambrogio e Carlo, modelli per la vita e il ministero dei seminaristi che di qui partono per essere ordinati presbiteri ed essere inviati nelle comunità della diocesi. A sinistra Maria SS.ma e S. Giuseppe, che contemplano estasiati il Figlio (la cappella del Seminario Minore era dedicata alla Sacra Famiglia): ogni famiglia cristiana si ispira a Nazareth, perché nel comune ascolto della Parola ciascuno possa vivere la vocazione alla quale è chiamato. Nella fascia sottostante, come nei mosaici di S. Apollinare in Ravenna o nelle antiche basiliche romane, ritto in piedi sta l'Agnello celeste dell'Apocalisse, su un piccola altura con aureola dorata: "L'Agnello, in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita". Non è più solo l'agnello mite immolato a Pasqua nella sua debolezza, ma è trionfante e riceve la stessa adorazione riservata a Dio. Tutta la chiesa apostolica (i 12 agnelli con fascia e croce) converge al centro su prati verdeggianti, dissetandosi alle acque che sgorgano da Lui.

Al centro sta il ciborio che come un baldacchino elegante e prezioso mette in evidenza l'altare con il Tabernacolo della Presenza eucaristica sorretto da due angeli bronzei slanciati. Tutto l'ampio presbiterio è particolarmente spazioso, perché la basilica è luogo di solenni concelebrazioni e del conferimento dei ministeri; lo spazio è illuminato dalle tre finestre in onice, pietra che insieme decora e lascia trasparire luce soffusa. L'elegante cattedra episcopale nel mezzo del coro richiama a educatori ed alunni la presenza del Vescovo della Chiesa di Milano, maestro e padre anche della comunità del Seminario.

Sulle vele della cupola maestosa (raggiunge i 52 metri e con la torre e il campanile si vede da molto lontano) stanno, inconfondibili, le figure degli evangelisti.

Due amboni, dall'uno si proclama il Vangelo, dall'altro i restanti libri delle S. Scritture, con i loro bassorilievi, ricordano la Dedicazione della Basilica ad opera del Beato Card. Schuster il 12 maggio 1935.

Le pale agli altari laterali raffigurano i patroni del Clero, Ambrogio e Carlo (con allusioni al seminario di Corso Venezia e al nuovo seminario di Venegono), il S. Curato d'Ars, patrono dei parroci, S. Tommaso, patrono di chi studia o insegna teologia, S. Teresa di Lisieux. La pala d'altare di Teresa di Lisieux, desiderosa di essere "apostola degli apostoli", proclamata patrona delle Missioni da Pio XI nel 1927 e Dottore della Chiesa da Giovanni Paolo II nel 1997, fu regalata dal Card Tosi (Arcivescovo di Milano negli anni 1922-1929) per grazia ricevuta per intercessione della santa. Nella navata di sinistra: l'altare con una Madonna in trono con Bambino: Maria, Madre e regina degli Apostoli, con un gruppo di Santi, consacrati, morti molto giovani. Nelle associazioni cattoliche erano i patroni di chi accettava la sfida della fede (S. Luigi, Stanislao Koska e Giovanni Berchmans).