La Biblioteca
"La mia biblioteca era per me un ducato
grande abbastanza" (W. Shakespeare).
Il "gran ducato" del Seminario è proprio la
biblioteca: essa, come in ogni istituzione accademica o formativa,
è memoria del suo passato e specchio del suo presente.
Quasi come nel DNA di un essere vivente, vi si possono rintracciare
le vicende intellettuali e teologiche del Seminario di Milano,
le scelte pastorali e logistiche, le amicizie e le relazioni che
hanno accompagnato la nostra istituzione.
La Biblioteca di Venegono è molto più antica
dell'edificio stesso. Aperta nel 1929 con 30.000 volumi e 70 periodici,
essa raccolse infatti i patrimoni librari delle tre biblioteche
esistenti in Corso Venezia a Milano (Biblioteca del Seminario
Teologico, Biblioteca Mantegazza, Biblioteca della Facoltà
Teologica di Milano) e della Biblioteca del Seminario Liceale
di Monza.
Ciò spiega la composizione ibrida del suo
patrimonio, che non ha potuto avere in questi decenni la possibilità
di svilupparsi in modo omogeneo in tutti i campi d'indagine, che
spaziavano dalle scienze esatte alla teologia.
Nel corso degli anni l'incremento è stato costante sia
per i nuovi acquisti sia per i molti lasciti; tra questi meritano
un particolare ricordo i numerosi volumi lasciati al Seminario
dal Card. Montini, quando nel 1963 lasciò Milano per Roma,
divenuto Papa Paolo VI, l'eredità del Card. Gioivanni Colombo
(+ 1992), l'eredità del dott. Paolo Ciprandi che
ha lasciato alla Biblioteca circa 7.000 volumi di arte, filosofia
e letteratura, quella del sig Franco Conti, e la donazione più recente del Card. C. M. Martni di circa 25.000 volumi (2002).
La Biblioteca è specializzata prevalentemente
nei campi delle discipline teologiche, pur possendendo cospicui
fondi a carattere storico, filosofico e letterario.
Le opere più preziose si trovano tra i 770 manoscritti:
- un Messale ad uso dell'Ordine degli Umiliati, redatto con ogni
probabilità nei primissimi anni del secolo XV nella casa
di Brera, ma di fatto utilizzato per circa un secolo nel Convento
di San Giovanni Battista a Porta Orientale;
- due Libri d'ore finemente miniati di scuola fiamminga (XIV secolo)
e francese (XV secolo);
- di Urbano Monti (1544-1613), la "Descritione e sito di
tutta la terra", con 60 tavole componibili a "planisfero",
a quanto sembra colorate a mano dal celebre geografo milanese,
la cui edizione a stampa è uscita per il Natale 1994. Il
secondo - e unico altro - esemplare di tale "planisfero",
corredato però con carte incise su rame e impresse a stampa,
è conservato presso la Biblioteca Ambrosiana;
- il trattato autografo "De ecclesiastica rhetorica ad clericos"
del Card. Agostino Valier, vescovo di Verona (1606) e grande amico
di san Carlo. Questo manoscritto, dedicato dall'Autore all'amico
Arcivescovo di Milano, fu donato dallo stesso san Carlo al seminario
di Porta Orientale.
Tra i 109 incunaboli vi è un'edizione di Virgilio
("Opera, seu: Bucolica..."), che l'Indice generale degli
incunaboli delle Biblioteche d'Italia (Roma 1972, V, n. 10215)
dichiara unica; si tratta di un esemplare purtroppo mutilo, la
cui impressione pare risalire al 1490 per i tipi di Antonio Zarotto
di Milano, restaurato nel 1968 a cura del Ministero della Pubblica
Istruzione.
A proposito delle "cinquecentine" (1750 circa), merita
un cenno l'edizione parigina delle opere di sant'Ambrogio, curata
da Erasmo da Rotterdam e stampata da Charlotte Guillard e Guillaume
Des Bois nel 1549-1550; essa porta delle postille manoscritte
del Card. Michele Ghisleri, il futuro papa san Pio V.
L'attuale patrimonio della Biblioteca comprende 50.000 volumi
del fondo antico, 150.000 volumi del fondo moderno e 10.000 opuscoli,
con un incremento annuale di circa 2.000 volumi.
Uno dei settori, in cui attualmente la Biblioteca
investe molto, è quello dei periodici: quasi 600 sono i
periodici attivi e 864 quelli ormai cessati.
Se "la lettura di ogni buon libro è come una conversazione
con le persone migliori dei secoli passati" (R. Descartes),
la Biblioteca di Venegono - nel silenzio della lettura - può
diventare un luogo ambito per tali incontri.
Essa è infatti aperta al pubblico i giorni lunedì, mercoledì e venerdì
dalle 14,30 alle 18 .