Situato nella parte Nord del "piano delle sale",
presso il Liceo del Seminario di Venegono, il Museo è intitolato
ad Antonio Stoppani, come dicono la piccola lapide sulla porta
di ingresso e il busto di Stoppani, scolpito da Francesco Wildt
e donato dalla nativa Lecco, collocato al centro della parete
di sinistra.
A. Stoppani (nato a Lecco nel 1824 e morto a Milano nl 1891),
prete ambrosiano, insegnante in Seminario e successivamente a
Pavia e Firenze, fu direttore del Museo Civico di Storia Naturale
di Milano dal 1883.
Si dedicò allo studio della geologia e della paleontologia
della Lombardia. Fu apprezzato divulgatore soprattutto con l'opera
"Il bel paese" (1875) che ebbe larga diffusione nelle
scuole italiane.
Il museo è formato da un grande locale di
esposizione.
Le vetrine sono 92, e comprendono quattro tipi di raccolte: zoologica
con gli animali, paleontologica con i fossili, mineralogica e
petrografica costituita da rocce.
La collezione zoologica comprende 32 vetrine, numerate progressivamente
cominciando da sinistra di chi entra.
Vi sono mammiferi impagliati (fra cui notevoli i carnivori: l'orso
marsicano con il piccolo, il leone, la tigre, il leopardo, il
lupo... nelle grandi vetrine al centro della sala); uccelli tra
cui spiccano i rapaci: gli sparvieri (vetrina 21) e i gheppi (vetrina
22) che nidificavano sulla torre del Seminario, il nibbio reale
(vetrina 21) catturato mentre ghermiva i pulcini presso le stalle
del Seminario...; rettili come il gigantesco coccodrillo nilotico
di cinque metri, pesci e moltissimi invertebrati.
Le farfalle fanno bella mostra di sé in una vetrina
loro riservata (vetrina 11), vicino a variopinti coleotteri (
vetrina 12). Le creature del mare sono rappresentate da conchiglie
piccole e grandi, da ricci e stelle marine, da madrepore e gorgonie
provenienti dalle barriere coralline di tutto il mondo (vetrine
8-10.13).
I fossili testimoniano lo sviluppo dei viventi nelle
varie ere geologiche, a cominciare da tre miliardi di anni fa.
Sono ordinati dai più antichi ai più recenti, in
28 vetrine a forma di leggio, appositamente progettate dalla Scuola
Beato Angelico. Provengono dalle più note località
fossilifere d'Italia, Francia, Germania; ma anche da Libano, Brasile,
Stati Uniti...
Alcuni pezzi sono notevoli, come le ammoniti di 60 centimetri,
alcune trilobiti dell'Era Primaria (vetrina 48), i pesci, crostacei
e rettili fossili del Mesozoico di Lombardia (vetrina 49 e seguenti),
e le testimonianze di attività umane preistoriche sul Lago
di Varese o nella Sardegna (vetrine 79-80). Qualche pezzo come
i bivalvi irregolari della Dolomia Principale, risale probabilmente
alla originaria raccolta di Stoppani stesso (vetrina 50).
I minerali sono disposti in 25 vetrine, secondo
l'ordine cristallochimico ideato dal tedesco Strunz. Si possono
ammirare le forme cristalline e le loro associazioni geometriche,
i colori e le loro sfumature, i contrasti fra le rocce inglobanti
e i minerali ben cristallizzati. I collezionisti danno oggi molta
importanza ai micromounts, da guardare al microscopio; nel Museo
invece sono esposti a volte pezzi vistosi, come alcuni quarzi
e silicati. Vi sono anche dei minerali fluorescenti, che cambiano
colore sotto l'azione di raggi ultravioletti (vetrina a muro tra
le vetrine 19 e 20).
Infine 8 vetrine sono dedicate alle rocce: derivate da magmi,
come le rocce vulcaniche effusive; oppure da processi di deposito,
come le rocce sedimentarie; o da profonde trasformazioni della
massa, come nel caso delle rocce metamorfiche, ricristallizzatesi
sotto l'azione della pressione e del calore.
Tra le rocce vulcaniche ci sono anche dei pezzi raccolti sul
Vesuvio, dopo l'eruzione del 1889, da Giuseppe Mercalli, prete
milanese, professore in Seminario negli anni 1872-1888, poi professore
all'università di Napoli dove morì, ideatore della
scala Mercalli per la classificazione dell'intensità dei
terremoti.