Nel mosaico di Marko Rupnik (2002, Refettorio del Centro Aletti, Roma), l’esempio che offfrono Marta e Maria può diventare modello e stimolo al compiere atti che...

Nel mosaico di Marko Rupnik (2002, Refettorio del Centro Aletti, Roma), l’esempio che offfrono Marta e Maria può diventare modello e stimolo al compiere atti che sprigionino l’essenza vera dell’incontro con Lui: L’amore che Egli riversa con sovrabbondante grazia dentro i nostri cuori, che chiede d’essere sprigionato gratuitamente; così facendo la casa si riempirà di profumo.
Nella domenica delle Palme viene proposto il Vangelo dell’unzione di Betania. “Maria allora prese trecento grammi di profumo di puro nardo, assai prezioso, ne cosparse i piedi di Gesù, poi li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì dell’aroma di quel profumo ” (Gv 12,3).  Interessante notare che la mensa è di colore rosso, ossia rappresenta il luogo della familiarità, dell’amicizia, degli affetti. Gesù sembra quasi sedersi sulla mensa, poiché è Lui il vero cibo che si dona.
La pietra dove è seduto Gesù sembra costituita da innumerevoli fossili, quasi ad indicare che “la terra è lo sgabello per i piedi di Dio ”(Mt 5,35). Un unico lino unisce nello stesso atto di amore, di tenerezza, di servizio e di contemplazione le due sorelle: Maria più silenziosa, ai piedi; Marta, l’attiva, che serve, e che giunge all’apice della
contemplazione: quello di vedere nel maestro il Figlio di Dio, Vita e Risurrezione. E’ lei che per prima lo riconosce esplicitamente. Il pesce è segno di ciò: ichtys, in greco, Iesous Christos Theou Yios Soter, cioè “Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore”. Marta è contemplativa, perché osserva la realtà in profondità.
La risurrezione è credere in Cristo, perché chi crede non vedrà la morte in eterno. Marta e Maria qui sembrano come intrecciarsi: non si capisce dove “inizia” l’una e dove “finisce” l’altra. La loro “base” è comune. In ognuno convive un po’ di Marta e un po’ di Maria. Ciò che si compie attorno alla mensa di Betania è un atto di amore, che le due sorelle riescono a sprigionare. Papa Francesco, nel messaggio per la GMG 2017, dice: “Egli sta guardando tutto quello che potremmo fare, tutto l’amore che siamo capaci di sprigionare ”. L’amore che Egli riversa con sovrabbondante grazia dentro i nostri cuori, che chiede d’essere sprigionato gratuitamente; così facendo la casa si riempirà di profumo.