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Per descrivere in modo sintetico la nostra classe di V Teologia viene subito in mente uno tra i principali slogan dell’episcopato milanese del Card. Scola: “Pluriformità nell’unità”.
Infatti, la bellezza della nostra classe, che con 17 componenti non può certamente dirsi numerosa, è l’armonia che, come in un’orchestra, lega l’uno all’altro i vari elementi tra loro diversi.
Come accennato non siamo tutti uguali tra noi, anzi! Oltre ad avere differenti esperienze formative e lavorative, oltre a provenire da ogni angolo della Diocesi – dal cuore della città di Milano ai monti lecchesi, dalla bassa milanese alla verdeggiante Brianza – coltiviamo anche vari interessi: ci sono grandi sportivi, appassionati del cinema e di serie Tv, amanti della lettura e dello studio e infine chi si diletta nel suonare qualche strumento musicale.
Eppure, nonostante le varie differenze, c’è un filo rosso che ci unisce e ci ha portati ad incontrarci sul colle di Venegono: il desiderio di seguire Gesù come discepoli al servizio della nostra chiesa ambrosiana. Questo desiderio comune ci permette di scoprire nella diversità altrui non un ostacolo, bensì un tesoro prezioso che ci aiuta a crescere e a vivere da veri fratelli.
Quest’anno viviamo l’anno di sintesi del cammino verso il sacerdozio. Con grande fiducia nel Signore e nella Chiesa vivremo il discernimento conclusivo che ci porterà, nel mese di aprile, ad abbracciare quella che sarà la volontà del Signore per la nostra vita.
La frase che abbiamo scelto per accogliere i fratelli di III Th, e accompagnare la comunità in quest’anno seminaristico, è tratta dalla Regola Pastorale di San Gregorio Magno: “Per amore suo non risparmiamo noi stessi nel parlare di Lui”. Espressione che vuole richiamarci al continuo annuncio di Cristo in ogni ambito della vita, soprattutto nella vita comunitaria che viviamo in Seminario. Lui deve essere sempre il centro di tutto ciò che viviamo e facciamo.