SC_3_2018

VISITING PROFESSOR

Sommari:

GIANNI COLZANI, Verso una nuova teologia della missione, 327-352

L’articolo affronta le trasformazioni avvenute nella teologia della missione negli ultimi cinquant’anni. Innanzitutto richiama il distacco dalla teologia precedente e ne indica i luoghi sia nella bocciatura del testo della Commissione de missionibus nella terza sessione del concilio, sia nel mancato accordo tra occidentali e asiatico-africani al Sinodo del 1974. In un secondo tempo analizza l’Evangelii Nuntiandi (1975) come il nuovo punto di partenza della teologia della missione. Abbandonando la prospettive di un’unica teologia, identica per tutte le culture, l’articolo ricorda le sedi ed il contenuto delle principali espressioni della teologia latino-americana, asiatica e africana, punto di convergenza di vescovi e teologi. Infine, in un terzo tempo, affronta i principali punti di questa nuova teologia: la radice trinitaria, l’importanza dello Spirito protagonista della missione, la forma storico-ecclesiale della comunicazione del vangelo, la testimonianza come espressione primaria di comunicazione. Alcune conclusioni, di valutazione e di prospettiva, chiudono l’articolo.

This article deals with the transformations which have come about in the theology of mission over the last fifty years. In the first place it recalls the separation from the previous theology and it indicates where this came about both in the scrapping of the de missionibus Commission’s text in the Council’s third session, and in the failed agreement between Western and Afro-Asian positions in the Synod of 1974. In part two, the article analyzes Evangelii Nuntiandi (1975) as the new point of departure for mission theology. Abandoning the prospect of a single theology, identical for all cultures, the article draws our attention to the Sees and the content of the main expressions of Latin-American, Asian and African theology, point of convergence for bishops and theologians. In the final part, the paper looks at the main points of this new theology: the trinitarian origin, the importance of the Spirit as main protagonist of mission, the historical-ecclesial form of the communication of the Gospel, witness as the primary expression of communication. In conclusion some evaluations and future prospects bring the article to a close.

CRISTIANO PASSONI, «Perché l’anima trovi il suo ritmo». Provenienza e presenza della categoria del «discernimento degli spiriti», 353-382

Laddove la crisi di una sapienza tradizionale corrente ha invocato l’esigenza di una nuova sapienza della crisi stessa, il discernimento sembra essere riaffiorato quale promettente processo verso il sorgere di nuovi cammini. Ascoltare la voce dello Spirito nella novità dell’epoca ha significato accorgersi dell’estenuazione di pratiche e linguaggi, ma anche, nel radicale richiamo ad assumere la perenne novità del Vangelo, l’invito a non accontentarsi di vivere un passato più o meno miticamente evocato ed a intraprendere nuove vie.

In those places where the crisis of a traditional present-day wisdom has invoked the need for a new wisdom regarding that same crisis, discernment seems to have blossomed anew as a promising process towards the creation of new avenues. Listening to the voice of the Spirit in the renewed era has meant recognizing the extenuation of some practices and speech, but also, in the radical call to assume the evernew Gospel message, it has meant accepting the invitation to not settle for living a more or less mythically evoked past, but instead adopting and seeking out new pathways.

FRANCO MANZI, Le visioni di Fatima alla luce dell’escatologia cristiana. Piste di ricerca, 383-413

Da un’attenta analisi soprattutto di due visioni avute da Giacinta, Francesco e Lucia di Fatima nel 1917, il presente articolo sviluppa alcune piste di ricerca sull’escatologia cristiana. Essendo una «profezia di minaccia», la visione dell’inferno del 13 luglio non è una descrizione realistica dei dannati, che a quel tempo già stavano presumibilmente subendo il castigo eterno. Si tratta, invece, di una vigorosa esortazione ai peccatori a convertirsi, così da evitare le pene dell’inferno. Nella complessa visione del 13 ottobre, i tre bambini profeti, sempre sotto l’impulso interiore dello Spirito santo, hanno percepito la presenza personale e salvifica dell’Assunta, del Signore Gesù e anche di san Giuseppe, il quale – salvo meliore iudicio del magistero – già condivide con tanti altri santi la condizione risorta.

From a careful analysis above all of two visions experienced by Jacinta, Francisco and Lucia of Fatima in 1917, this article develops some avenues of research on Christian eschatology. Being a «prophecy of threat», the vision of Hell on July 13 is not a realistic description of the damned who would at that moment presumably have already been suffering eternal punishment. Rather, it is a powerful exhortation to sinners to convert, so as to avoid the pains of Hell. In the complex vision of October 13, the three child prophets, here too under the inner impulse given by the Holy Spirit, perceived the personal and salvific presence of the Blessed Virgin Assumed, of the Lord Jesus and also of Saint Joseph, who – salvo meliore iudicio of the Magisterium – already shares the risen condition with many other Saints.

PIETRO LORENZO MAGGIONI, Il principe Siddhārtha e Francesco d’Assisi. Un esercizio in teologia comparata, 415-444

Le parole di Papa Francesco, che nel recente viaggio in Myanmar, ha paragonato dei versi del Dhammapada a un passaggio della Preghiera semplice pseudo-francescana, sono l’occasione per costruire una più ampia comparazione tra due figure chiave della spiritualità mondiale, il Buddha e il Santo d’Assisi, specie in relazione alla pratica della compassione. La teologia comparata, disciplina ampiamente diffusasi in ambito statunitense e anglosassone, si muove essenzialmente per giustapposizione di testi religiosi che denunciano una qual somiglianza come mezzo per raggiungere, per via di omologia e contrasto, un più profondo intellectus fidei.

The words of Pope Francis, who in his recent trip to Myanmar, compared some verses of the Dhammapada to a passage of the pseudo-franciscan Simple Prayer, give the opportunity to construct a broader comparison between two key figures of world spirituality; Buddha Siddhārtha and Saint Francis of Assisi, especially in relation to the practice of compassion. Comparative theology, a discipline widely practiced in the english speaking world, essentially moves by juxtaposing the religious texts which show the slightest similarity as a means to reaching, by a homologous and contrasting manner, a deeper intellectus fidei.

STEFANO GUARINELLI, La formazione del seminarista con orientamento omosessuale. 1. Prospettive per l’integrazione di un dato controverso, 445-474

Indicazioni recenti del Magistero esplicitano alcuni criteri generali per l’ammissione in Seminario e al Sacramento dell’Ordine di persone con tendenze omosessuali. Nel presente contributo intendo riflettere su due questioni problematiche che, a mio parere, meritano una specifica attenzione: in primo luogo, quello dell’omosessualità è uno spazio estremamente vasto e indefinito e vale più come «contenitore» di condizioni differenti, alcune delle quali non rientrano nei criteri indicati dai documenti del Magistero, eppure esigono ugualmente un’interpretazione; in secondo luogo, comunque sia, trattandosi di criteri che ultimamente si riferiscono alla vocazione cristiana, è necessario che sia indagato il quadro teologico all’interno del quale ogni criterio di discernimento acquista legittimità.

Recent indications from the Magisterium have set out some of the general criteria for Seminary admission and Holy Orders for people with homosexual tendencies. In this contribution I intend to reflect on two difficult questions which, in my opinion, merit particular attention: in the first place that of homosexuality as an extremely vast and undefined space, more like a «container» of different conditions, some of which are not covered by the criteria indicated in the document, yet all the same require an interpretation; Secondly be that as it may, seeing as we are dealing with criteria which ultimately refer to the christian vocation, the investigation of the theological outline, within which every criteria of discernment gains legitimacy, becomes essential.